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AS IT IS GIOVANNI CODA – Solo Exhibition

AS IT IS GIOVANNI CODA – Solo Exhibition

V-Art Festival Internazionale Immagine d’Autore

V-Art Quartu Exposition – in collaborazione con The Social Gallery – Farmacisti nel Mondo

AS IT IS

GIOVANNI CODA – Solo Exhibition

Trentacinque anni di immagini: ciò che resta, ciò che resiste

a cura di Giovanni Follesa

Opening

Sabato 23 maggio ore 18.00

Ex Convento dei Cappuccini

Via Brigata Sassari, 43 Quartu Sant’Elena

Sabato 23 maggio alle ore 18.00, presso lo spazio espositivo dell’Ex Convento dei Cappuccini di Quartu Sant’Elena, nuovo appuntamento con il progetto V-Art Quartu Exposition, che ospiterà la prima parte dell’antologica dedicata a Giovanni Coda, a cura di Giovanni Follesa. Il progetto espositivo attraversa un arco temporale di circa vent’anni, dalla collezione Logus — realizzata tra Sardegna, Portogallo e Giappone — al reportage urbano Mexicana, interamente sviluppato a Città del Messico, fino al più recente reportage umanitario realizzato nel 2024 in Bangladesh, al seguito del viaggio promosso dall’ODV Farmacisti nel Mondo.

EX Convento dei Cappuccini – 23 maggio 2026 ore 18.00
AS IT IS ║ Giovanni Coda Solo Exhibition 
Trentacinque anni di immagini: ciò che resta, ciò che resiste
a cura di Giovanni Follesa

AS IT IS 
Giovanni Coda 
Trentacinque anni di immagini: ciò che resta, ciò che resiste

C’è un momento, nella traiettoria di un artista, in cui l’immagine abdica dal suo essere “semplice” opera e inizia a comportarsi come segno, come traccia. Non documenta più soltanto un’estetica o un’urgenza espressiva: diventa indizio tangibile di un attraversamento verso un nuovo approdo: la responsabilità.

As It Is, Così com’è, scandaglia i trentacinque anni di attività di Giovanni Coda senza voler essere una retrospettiva nel senso classico del termine. Non si limita, dunque, a ordinare il passato. Piuttosto, mette in crisi l’idea stessa di linearità, restituendo una costellazione di scatti che sembrano appartenere a tempi diversi ma che, ri-visti oggi, convergono verso un intento sorgivo di sfaccettate emozioni. Il cinema, il corpo, l’osservazione personale dello spazio (anche) urbano: tensioni tra visibile e invisibile che reggono la vita, che si fermano/formano in equilibrio nell’istante del clic fotografico.

Il punto di partenza è il corpo, mai neutro. È esposto, attraversato, talvolta ferito, spesso trattenuto in una soglia ambigua tra presenza e dissolvenza. Non c’è compiacimento formale, ma una ricerca costante di attrito: tra luce e materia, tra identità e perdita, tra desiderio e limite. Nei lavori del Messico o del Bangladesh (viaggio umanitario), il corpo è radicato nei luoghi; esiste, così com’è, perché nei luoghi

Qui non si chiede allo spettatore di “riconoscere” un percorso, ma di entrarvi come si entra in un campo di forze. Le immagini dialogano tra loro non per continuità, ma per risonanza o, se preferite, per vibrazione. Un volto degli anni Novanta sembra anticipare una ferita più recente. Un gesto trattenuto ritorna, anni dopo, come eco trasformata. Il tempo, qui, non scorre: si stratifica.

A trentacinque anni dall’inizio del suo lavoro, Jo Coda non appare come un autore compiuto, ma come un artista ancora capace di esporsi volontariamente al rischio dell’immagine. Ed è forse questo il dato più significativo: la coerenza non sta nello stile, ma nella persistenza di una domanda.

Che cosa può ancora un’immagine, oggi?

In un’epoca in cui le raffigurazioni visive si deteriorano troppo in fretta, il lavoro di Coda oppone resistenza, impone riflessione. Non vuole offrire risposte immediate e superficiali, non si lascia esaurire nello sguardo rapido dell’indifferenza contemporanea, che costringe ad andare sempre oltre.

Chiede tempo, e in questo tempo costruisce una relazione instabile ma necessaria con chi guarda. Solo così si può ritrovare l’emozione.

Questa mostra, allora, non è una celebrazione. È un punto di sospensione.

Un luogo in cui il passato non si chiude, ma continua a interrogare il presente.

Giovanni Follesa

AS IT IS GIOVANNI CODA – Solo Exhibition

Giovanni Coda (Cagliari, 1964) è regista, autore, fotografo e curatore. Dal 1996 è Direttore Artistico del V-Art – Festival Internazionale Immagine d’Autore e, dal 2020, Advisor del Social Justice Film Festival & Institute di Seattle. Nel 2022 ha fondato The Social Gallery a Quartu Sant’Elena, spazio espositivo e presidio culturale dedicato ai linguaggi contemporanei. La sua ricerca si sviluppa tra cinema, fotografia e videoarte, con installazioni e progetti presentati in contesti museali e internazionali, tra cui il Museo Reina Sofía di Madrid, il MAXXI e il MACRO di Roma, e in città come Londra, Parigi, Tokyo, Atlanta, Seattle, Los Angeles e Toronto. Autore di opere premiate nei principali circuiti festivalieri internazionali, tra i suoi lavori più noti figurano Il Rosa Nudo (2013), Bullied to Death (2015), Xavier (2017), Mark’s Diary (2019) e Histoire d’une Larme (2020). Nel 2022 firma La sposa nel vento, tra i suoi film più premiati a livello internazionale. Nel 2025 realizza il documentario La distanza di un sogno, attualmente in distribuzione. Parallelamente è impegnato nella pre-produzione del nuovo film Kasteddu Free Night, confermando un percorso artistico riconosciuto per la sua forte tensione civile e sperimentale.

Il progetto espositivo è inserito nel programma della XXXI edizione del V-Art – Festival Internazionale Immagine d’Autore e rientra nel circuito V-Art Quartu Exposition. È sostenuto dalla Regione Autonoma della Sardegna, dalla Fondazione di Sardegna e dal Comune di Cagliari. Il progetto si avvale inoltre del supporto di Farmacisti nel Mondo ODV, Comitato di Amicizia, Farmacia De Villa e The Social Gallery.

La mostra sarà visitabile fino al 29 giugno 2026

Tutti i giorni, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 
per info – thesocialgallery.exposition@gmail.com

per info thesocialgallery.exposition@gmail.com

*** Ufficio Stampa: THE SOCIAL TEAM e-mail: thesocialgallery.exposition@gamil.com

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