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Intervista speciale alla casa editrice De Tomi Editore

In un panorama editoriale italiano sempre più competitivo, dominato dai grandi gruppi e da logiche di mercato che spesso sembrano privilegiare il prodotto rispetto al contenuto, le realtà indipendenti continuano a rappresentare uno spazio fondamentale di sperimentazione, libertà e ricerca culturale. Tra queste, De Tomi Editore, nata nel 2023, ha saputo costruire in poco tempo un’identità precisa, fondata sulla centralità della narrazione, sulla trasparenza nei confronti dei lettori e su una visione dell’editoria che non rinuncia alla sostenibilità e al rapporto diretto con la propria comunità.

In questa intervista abbiamo approfondito la filosofia che guida il lavoro della casa editrice, le difficoltà e le opportunità dell’editoria indipendente, il rapporto con gli autori esordienti, le strategie di promozione nell’era digitale e i progetti che guardano al futuro. Ne emerge il ritratto di una realtà che interpreta il libro non come un semplice oggetto di consumo, ma come il punto d’incontro tra chi scrive, chi pubblica e chi legge, in un dialogo che continua ben oltre l’ultima pagina.

Come nasce De Tomi Editore: la storia di una casa editrice indipendente

F.C. De Tomi Editore è una realtà editoriale molto giovane, ma con un’identità già ben definita. Come è nata l’idea di fondare la casa editrice e quali valori volevate mettere al centro fin dal primo giorno?


D.T.E. L’idea nasce dalla volontà di creare una realtà indipendente che riportasse al centro le storie.

Oggi il mercato vede una ricerca spasmodica di edizioni speciali, pagine colorate, si perde in mille fronzoli ma ciò che si è un po’ perso di vista è proprio l’emozione, il contenuto. Da qui siamo partiti come concetto cardine e abbiamo sviluppato un progetto che porta altri valori importanti come la sostenibilità.

Ci siamo chiesti: come possiamo bilanciare il consumo della carta utilizzata per stampare i libri?

Da qui l’idea di piantare un albero per ogni libro venduto tramite la nostra filiera diretta; inoltre, sosteniamo il fondo forestale italiano tramite annuali donazioni.

Editoria indipendente e trasparenza: cosa succede davvero dietro le quinte

F.C. Sul vostro sito affermate di voler “riportare il lettore al cuore della narrativa” e di raccontare con trasparenza anche ciò che accade dietro le quinte dell’editoria.

In un settore spesso percepito come poco accessibile, perché avete scelto questa filosofia e in che modo si traduce concretamente nel vostro lavoro quotidiano?


D.T.E. Hai fatto bene a citare la trasparenza, perché è un altro aspetto molto importante per noi. Fare editoria in Italia, soprattutto da indipendenti, al giorno d’oggi è davvero un atto d’amore, perché si lotta contro un sistema monopolistico ed è davvero complesso far sentire la propria voce, emergere.

Questo però il lettore non lo sa, è ignaro del 95% delle dinamiche del mondo editoriale ed è per questo che bisogna parlare, raccontare il vero dietro le quinte, senza filtri.

Parliamo spesso di costi in relazione ai guadagni, delle difficoltà ma anche dei traguardi. Solo così potremo ottenere dei lettori più consapevoli del mercato e dunque dare maggiori possibilità al panorama indipendente.

Come scegliere un manoscritto: cosa cerca una casa editrice

F.C. Il vostro catalogo comprende narrativa, gialli, noir, thriller, fantasy, fantascienza e horror. Quali caratteristiche deve avere un manoscritto per attirare la vostra attenzione? Esiste un elemento comune che cercate al di là del genere letterario?


D.T.E. Come detto in apertura, deve emozionare. Sopra ogni cosa, noi analizziamo i manoscritti prima come lettori, poi come editori. Hai presente quando leggi un libro e ti piace al punto che ne devi subito parlare con qualcuno, o che vorresti convincere tutti i tuoi amici a leggerlo? Ecco, cerchiamo quell’emozione lì.

Poi, certo, entrano in gioco anche dinamiche commerciali e da editori dobbiamo chiederci se quel testo ha mercato o se è un azzardo totale; alla fine purtroppo bisogna sempre fare i conti con il portafoglio quando si fa editoria vera, ossia senza chiedere contributi agli autori.

Promozione editoriale: come una casa editrice indipendente valorizza gli autori

F.C. Per una casa editrice indipendente la promozione rappresenta una delle sfide più importanti. Qual è oggi il vostro approccio nel valorizzare gli autori e nel costruire un dialogo autentico con i lettori, sia attraverso gli eventi sia sui canali digitali?

D.T.E. Credo che siamo fortunati a vivere in un periodo storico in cui la tecnologia ha aperto molte porte chiuse e favorito un’editoria più accessibile. Ho iniziato a lavorare nel mondo editoriale più di dieci anni fa, quando non esistevano strumenti come Tik Tok, e vendere un libro al di fuori del canonico circuito offline era molto difficile.

Ecco, per una Casa Editrice indipendente raggiungere in modo capillare tutte le librerie è molto complicato, dunque il lavoro di promozione digitale e la massimizzazione del potenziale dei canali digitali è un aspetto cruciale per la buona riuscita del proprio progetto. Noi siamo attivi su Facebook, Instagram, Tik Tok, Threads, insomma ovunque e con eguale sforzo. Non è facile, ma è necessario.

Il Salone del Libro di Torino e la crescita di De Tomi Editore

F.C. In pochi anni avete costruito una presenza nelle principali manifestazioni di settore, come il Salone Internazionale del Libro di Torino, e avete raccolto un riscontro molto positivo da parte dei lettori.

Quali sono stati i momenti più significativi di questo percorso e quali insegnamenti vi hanno lasciato?

D.T.E. Il Salone del Libro è stata la nostra prima fiera, nel maggio del 2024. Da allora siamo cresciuti di anno in anno e la cosa più sorprendente è stata raccogliere dal vivo – non solo al Salone, ma poi anche in altre fiere – i frutti del lavoro fatto online. Il punto più alto credo che l’abbiamo raggiunto proprio nel Salone di quest’anno (2026).

Per il primo anno abbiamo preso uno stand grande (8mq), con una spesa importante, e c’era un po’ di tensione perché i libri da vendere anche solo per rientrare dell’investimento erano più di 300.

Alla fine abbiamo superato quota 600, ed è stato davvero un successone che ci ha dato una gioia immensa.

Come proporre un libro a un editore: consigli per gli scrittori esordienti

F.C. Molti aspiranti scrittori guardano con interesse a De Tomi Editore. Quali consigli dareste a chi desidera sottoporvi il proprio manoscritto e quali sono gli errori che più frequentemente incontrate durante la valutazione delle proposte editoriali?

D.T.E. Il 99% degli autori che ci contattano sbagliano dal principio, perché si fanno prendere dalla foga. Non leggono cosa scriviamo sul nostro sito, non si informano con calma sulle modalità di invio, quindi fanno spesso tutto male e questo per noi è segno di mancata serietà.

Un altro grosso errore è condividere la sinossi – che noi richiediamo durante il periodo di selezione – senza il finale.

La sinossi deve SEMPRE avere il finale, è indispensabile per permettere all’editore di valutare il progetto editoriale da un punto di vista commerciale. Comunque, più in generale, il consiglio che posso dare agli autori è: leggere bene il sito dell’editore, comprendere cosa pubblica e come il testo potrebbe inserirsi all’interno del catalogo, verificare se le selezioni in quel determinato periodo sono chiuse o aperte e proporsi facendo capire che c’è stata una minima analisi dell’editore, non che si tratta dell’ennesimo invio del tipo: “non mi interessa chi mi pubblica, l’importante è trovare un editore”.

Il futuro di De Tomi Editore: nuovi progetti editoriali e obiettivi

F.C. Guardando al futuro, come immaginate l’evoluzione di De Tomi Editore nei prossimi anni? Ci sono nuove collane, progetti editoriali o obiettivi che potete anticipare ai lettori di ConnectivArt?


D.T.E. Al momento i progetti aperti sono tanti e credo che i prossimi anni saranno focalizzati al rafforzamento degli stessi: abbiamo un premio letterario, giunto alla terza edizione e in costante crescita, con un montepremi di 500€; un academy online, dove gli scrittori possono formarsi su temi come editing e promozione; infine c’è Spazio Self, il progetto da noi finanziato per rendere l’editoria più accessibile e favorire la collaborazione di tutte le figure del mondo editoriale.

Attualmente è in fase di sviluppo BETA e conta più di 1.000 iscritti, ma contiamo di lanciare la prima versione ufficiale nel corso del 2027. Oltre a tutto ciò che ho menzionato, c’è la canonica attività della casa editrice con la promozione, le fiere e l’aggiunta annuale di 10 novità a catalogo. Insomma, non ci annoieremo di certo!

Francesco Cogoni

Consiglio anche di seguire questa realtà veramente interessante:

Link al sito: detomieditore.it

Profilo Instagram: https://www.instagram.com/detomieditore/

Profilo Tik Tok: https://www.tiktok.com/@detomi_editore
Profilo Threads: https://www.threads.com/@detomieditore

Sito del nostro progetto Spazio Self, citato nell’intervista: spazioself.it

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