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Ukiyo-e: Immagini e Osmosi Culturale nell’Edo del XVII secolo

Il movimento artistico e culturale giapponese dell’ukiyo-e, noto come “immagini dal mondo fluttuante”, va oltre il suo significato letterale di rappresentare la transitorietà della vita. Esso racchiude uno stile di vita spensierato, malinconico e sensuale, improntato alla volontà di immergersi nei piaceri terreni.

Origine e Storia dell’Ukiyo-e

Nel 1661, lo scrittore di Kyoto Asai Ryōi coniò il termine “ukiyo-e” per descrivere un modo di vivere incentrato sull’apprezzamento dei momenti effimeri. Questa espressione grafica del fenomeno di vita caratterizzò principalmente gli abitanti di Edo (l’odierna Tokyo), dove il primo Shogun aveva instaurato un periodo di pace e prosperità nel XVII secolo, dopo le devastanti guerre civili.

L’ukiyo-e si sviluppò nel XVII secolo, perdurando fino alla metà del XIX secolo, attirando l’attenzione degli intellettuali europei come Manet, Monet, Van Gogh e Gauguin nella seconda metà dell’Ottocento.

Il Giappone del 1600 e l’Isolamento

Nel 1635, un provvedimento vietò agli abitanti giapponesi di espatriare, mantenendo un isolamento che durò 250 anni. Solo con l’arrivo di una nave statunitense si aprirono gli scambi commerciali, preservando così l’unicità dello stile artistico giapponese.

Durante questo periodo, ogni classe sociale fu regolamentata da leggi specifiche, favorendo la borghesia composta da artigiani e mercanti che accumulò ricchezze e contribuì alla creazione di un quartiere dei divertimenti a Edo.

Osmosi Culturale tra Edo, Kyoto e Ōsaka

L’osmosi culturale tra le metropoli di Edo, Kyoto e Ōsaka fu agevolata dal trasferimento di artisti e intellettuali, attirati dalle prospettive di migliori guadagni. Gli artisti si concentrarono sulla pittura di personaggi dei quartieri del divertimento, come attori teatrali, lottatori di sumō e bellezze femminili, espandendo poi i temi nei secoli successivi.

Gli Artisti dell’Ukiyo-e e la Diffusione Popolare

Gli artisti dell’ukiyo-e, oltre a dipinti, realizzarono opere da riprodurre in serie, come biglietti augurali, calendari e libri illustrati. L’utilizzo della xilografia permise la diffusione popolare delle immagini dell’ukiyo-e. Nonostante la creazione di dipinti, gli artisti si dedicarono principalmente alla produzione seriale, attingendo al prosperare dell’industria editoriale di Edo nel XVII secolo.

La narrativa popolare di Edo nel Seicento diede vita a numerosi romanzi brevi illustrati, ispirati alla vita cittadina e alle cortigiane, consolidando l’influenza duratura dell’ukiyo-e sulla cultura giapponese.

Sara Rita Mascia .

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